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Laer Arsil (Il canto di Arsil)

Il respiro del vento e' carezza profumata,
Di fiori, foglie e frutta e' il suo alito.
Il calore del Sole e' sostegno vitale,
L'anima sfiora col suo torrido bacio.
Grigio e' l'abito della notte stellata,
Essa brilla come lo sguardo degli amanti.
Si alzano e si abbassano le acque del mare,
Come il seno di una fanciulla che sospira.

Splendore io ti chiamo, terra di sogno.

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Ruggiscono le onde sulle coste infrante,
Striscia la paura durante la tetra sera,
Deserto e' il giardino del disco giallo,
Gela il cuore e le ossa la fredda bufera.

Stanchezza io ti chiamo, mondo senza risa.

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[Dopo molto tempo, Arsil volle aggiungere una terza stanza al suo componimento, sia perche' aveva ripreso speranza, sia perche' riteneva giusto fornire un modello positivo e troppo amara gli pareva la precedente conclusione. Ecco cio' che scrisse per poter considerare la sua opera completa]

Autunno, Inverno, Estate, Primavera,
Si alternano come stagioni
Dolci delizie e amare afflizioni.
Mattina, Meriggio e Sera,
Rimpianti, rimorsi e soddisfazioni.
Lacrime di gioia e lacrime di dolore
Bagnano un'altrimenti arida esistenza.

Vita io ti chiamo, commovente esperienza.



Arsil


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