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Introduzione alla Quest

Erano passati molti anni dal giorno in cui era stato sconfitto (vedere racconto "A volte ritornano"), e Arsil aveva ormai da tempo superato i settanta.

In quel torno di tempo il Cavaliere era stato molto indaffarato a escogitare e cercare di realizzare i suoi progetti personali, ma quel chiodo fisso continuava a distrarlo ed empirlo di inquietudine. Naturalmente si trattava della sua preoccupazione riguardo l'Ordine delle Tenebre. Egli ben conosceva infatti il pericolo che esso rappresentava, benche' la gente comune ne pareva affatto ignara, nonostante le male azioni commesse.

Una mattina d'autunno, l'elfo rabbrividi' osservando l'addensarsi di cupe nubi dall'aria minacciosa che si stagliavano all'orizzonte, e, parendogli quello il segno di una minaccia imminente, intendeva ora mettersi nuovamente sulle tracce dei tenebrosi, onde carpirne i segreti e intuirne le future mosse. Cosi', per la seconda volta, raggiunse ladrescamente la regione in cui si erge la loro cupa fortezza. Spoglia e arida e' quella contrada, ed ogni pietra ed ogni sasso paiono sussurrare la parola morte. Scarso e' percio' anche il riparo offerto a coloro che si accostano alla sede dell'Ordo Tenebrarum, come era chiamato nei tempi remoti, ed Arsil era costretto ad avanzare strisciando faticosamente sul sentiero polveroso, mentre la notte inghiottiva il mondo.

Ma le scolte sulla fortezza certo non dormivano, e, benche' il Cavaliere non fosse che un puntino nero sulla nuda terra, esse lo scorsero. Un corno suono' una lunga nota stridula, ed ecco che subito dal cancello uscirono le nere legioni, i cacciatori spietati dell'Ordine delle Tenebre. Arsil tento' di vendere cara la pelle, ma la sua opposizione fu del tutto vana, sopraffatto dalla forza e dal numero degli assalitori. Eccezionalmente i legionari non attuarono la loro solita politica, "uccidi e poi domanda", ma Arsil non ne fu sollevato. Essi lo catturarono e lo trassero nel castello.

Si' empio fu il trattamento ricevuto dall'elfo, posto ai ceppi e costretto a subire umiliazioni e atroci sofferenze, che esso non trova posto in questo racconto. Ma ora spetta ad altri proseguire la storia.


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