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La liberazione


Dal diario di Luharion Caranfinn, il fu Linguista del Fulmine Azzurro.

Non credo ancora a quello che mi ha detto il fidato falco. Arsil rapito... non posso certo stare con le mani in mano... sara' lunga l'attesa prima della sera stabilita per l'incontro... Arsil... Arsil... proprio adesso il destino ha voluto che ti rapissero! Proprio ora che eravamo cosė vicini! Ma giuro che ti salvero', dovessi rischiare la mia stessa vita... Fortunatamente in questa impresa non saro' solo, Randae ed Ithilwen mi aiuteranno. Possano gli dei esserci favorevoli.

[...]

La giornata dell'incontro e' giunta e ormai passata. Prima di abbandonarmi al sonno che di certo sara' pieno di pensieri ho deciso di lasciare la memoria del giorno in questo diario, cosi' che possa raggiungere gli altri, nel caso io dovessi perire. Incontrammo il vecchio messaggero alla Locanda Woodsman e li' ci parlo' della sua situazione e delle visioni che da tempo lo esasperavano, a seguito della maledizione infertagli da Kheyan, il dannato. Queste visioni saranno per noi gli unici indizi per ritrovare Arsil.

La sua prima visione raccontava di un altare circondato da pietre che menava per vie sporche e tetre fino ad un oscuro guardiano. Il cerchio di pietre dello Shudde-M'ell. Riconoscendo immediatamente il posto mi diressi a gran velocita' verso la tana del mostro e la' trovai le prime tracce del povero Arsil. Nello sporco stavano le tracce delle legioni delle tenebre e delle catene che imprigionavano l'elfo. Povero Arsil.

Recapitammo la nostra scoperta al messaggero e lui subito ci racconto' di un'altra sua visione:

Sopportare una valanga
E scalare una montagna
Individuare un passaggio
Per entrare in un villaggio.
Attraversare un fiume
Ritrovandosi senza lume.
L'Oscurita' Assoluta sondare
Una tana cercando di trovare.
Ma per avere appagamento
Attenti al pavimento.

Questa volta fu di Randae l'intuizione che ci guido' attraverso le terre di Sy-Tar il Gigante fin oltre il fiume, dentro le dimore delle ombre. La', dopo un lungo vagare e dopo aver ucciso la bestia che teneva la tana, trovammo ancora nuovi indizi del passaggio delle maledette legioni. Uno spadone conficcato fra le ossa dei cadaveri che recava il simbolo dell'Ordine delle Tenebre. Ancora una volta recapitammo un messaggio al messaggero e ancore egli ci rispose con un enigma nato dalle sue visioni:

Lunga e' la strada da percorrere
Per trovare di Stanneg il villaggio,
Verso le montagne dovrete correre
Se cercate il prossimo messaggio.

La cima pių alta e' la vostra meta.
Seguite i segni sulla terra,
Riceverete un'accoglienza inconsueta:
Un principe vi muovera' guerra.

Tra drappi finemente ricamati,
Son celati i segreti da voi ricercati.

Fu davanti a queste oscure parole che il nostro gruppo si fermo'. Ancora adesso ripenso a dove si trovi questo maledetto villaggio. Stanneg... Stanneg... il nome e' ricorrente nella mia mente ma non riesco a trovare risposta...

Dove sei Stanneg? Perche' non riesco a ricordare dove si trovi questo luogo?

[...]

La tana di Aglandiir il Principe dei Draghi, oltre il villaggio di Stanneg. Dopo tanto tempo siamo riusciti, grazie ad Ithilwen, a raggiungere il terzo segno del passaggio delle Tenebre con Arsil prigioniero. Con le ultime forze e' riuscito a lasciare un messaggio per noi; un esplicito messaggio di aiuto nascosto fra i tendaggi della grotta del drago.

Ancora abbiamo avvertito il messaggero e ancora egli ci ha ricompensato con un indizio che veniva dalle sue visioni:

Ove la merce di scambio e' la gente,
Un gran signore abita sontuosamente.
Varcate la soglia e chiedete udienza,
Ma non fatevi ingannare dall'apparenza.
Il nero trono cela un segreto messaggio,
E' cio' che cercate, forza e coraggio!

L'Underdark di certo... e nelle buie stanze di quel posto di morte ancora una volta il nostro gruppo ha perso la via e cerchiamo quell'indizio, sperando di trovarlo infine...

[...]

La scura dimora del Bodak nell'oscuro Underdark. E' li' che alla fine ho trovato l'ultimo indizio lasciatoci dal povero Arsil in persona. In quelle terre buie ha trovato il coraggio di incidere un messaggio che si e' rivelato luce per la nostra missione. Adesso siamo certi di poterlo liberare. Il gruppo e' convinto della riuscita. Stiamo arrivando Arsil! Non temere, prestero' fede al giuramento fatto... ti liberero'... un altro incontro e' stato fissato dal messaggero e allora sapremo quasi certamente dove ti trovi. Spera ancora Arsil, i tuoi amici stanno arrivando.

[...]

Ancora non credo a cio' che e' successo...

Qui, accanto ad Alakwen la curatrice di Eldamar, scrivero' su questo diario quanto c'e' ancora da raccontare di questa storia che ha cambiato il corso della nostra vita, per sempre...

Ci trovammo ancora una volta alla Locanda Woodsman per parlare con il vecchio messaggero. Era in condizioni pessime, molto piu' malato del solito, ma mai avrei pensato che morisse proprio nel momento di darci la soluzione...

Soffocante e con gli ultimi aliti di vita pronuncio' strane parole, apparentemente senza senso, parlando di uno scrigno e di un piccolo oggetto, ma fra gli spasmi della morte fu ben poco quanto riuscimmo a capire...

[...]

Il loro significato ci fu scuro a lungo, cercammo in lungo e in largo ma nessuna traccia dello scrigno, fino all'ultima sera: la sera che davvero avrebbe cambiato tutto cio' che prima eravamo...

[...]

Fu per caso che Randae trovo' la foglia dorata, attaccata al grande albero di entrata a Camelot, sul quale si nascondeva un messaggio che ci avrebbe finalmente portato ad Arsil, lasciato dalla creatura che meno ci saremmo aspettati.

Con la speranza viva nel cuore, ci precipitammo dal folletto Shargugh, che ci parlo'. Un personaggio ambiguo e poco serio, che ci promise pero' informazioni sulla prigionia di Arsil in cambio di un oggetto: un oggetto da scegliere fra tre possibilita': le gocce che il mattino lascia dove il sole non muore mai, una pentola dall'umore bislacco o uno strano oggetto a lui rubatogli da una "colei che urla sempre". Subito io e Randae partimmo alla ricerca degli oggetti da lui chiesti, scervellandoci e portando oggetti che purtroppo non soddisfarono il suo desiderio, fin quando l'intuizione baleno' nelle nostre menti. Corsi a grandi passi verso le arpie e la' la trovai: la campanella nera che tanto il folletto agognava e gliela riportai. Grande fu la gioia del folletto alla vista del suo oggetto, ma mai quanto quella che nacque nel mio cuore quando mi consegno' l'osso di demone che era la chiave per trovare Arsil. Recava un'incisione sull'asta:

Sotto la citta' del sonno perenne,
Ultima tappa delle Nere Legioni,
Si erge un guardiano insonne,
Baluardo delle oscure prigioni.

Per gli inferi la via pių breve
E' la strada da calpestare,
Per spezzare la catena greve
E il Cavaliere liberare.

Con il cuore in gola e guidato dalla volonta' di liberare l'elfo subito corremmo verso il nostro obiettivo: il cimitero.

Non ricordo molto della strada percorsa nelle lunghe catacombe e nei luridi cunicoli, seguendo le tracce lasciate da Arsil e dalle Legioni Nere, senza guardare nient'altro che la strada da percorrere fino alla prigione. Quando giunsi nel pozzo piu' profondo, continuai mosso dal desiderio di liberare Arsil, ma qualcosa di possente e inaspettato mi aspettava: un immenso carceriere mi attacco' non appena misi piede nella stanza e quasi mi porto' alla morte. Fuggi', sentendomi tremante e sconfitto, con una paura crescente nelle viscere, mentre due infidi esseri continuavano a borbottare al di la' di ogni mia percezione. Mi sentivo vuoto, impaurito e incapace di portare a termine la mia missione. Ma il coraggio e la determinazione ancora una volta presero il sopravvento. Mi riposai e mi preparai allo scontro. Ancora una volta io contro il carceriere e le orribili bestie che evocava al suo fianco. Una lotta dura, terribilmente, che mi porto' ancora una volta vicino alla fine, eppure il mio corpo resistette e infine il cadavere del mostro giaceva ai miei piedi. Ancora con l'adrenalina in corpo apri' la porta della prigione ed entrai.



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