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La liberazione


La Cella
Un luogo disumano. Piu' che a una cella assomiglia a un freddo loculo. Lungo
due metri e largo poco piu' di uno, in altezza non permette di stare
completamente retti. Le spoglie pareti scavate nella roccia recano
disegnate con un pezzo di gesso alcune serie di quattro linee verticali,
sbarrate da una trasversale. L'arredamento per il resto e' pressoche'
nullo, fatta eccezione per della paglia disseminata sul pavimento e due
piccole ciotole di ferro dove giacciono degli avanzi di cibo e dell'acqua
stagnante. Un secchio, dal quale proviene un fetido odore, e' posto
nell'angolo opposto.

Arsil, avvinto in ceppi, legato mani e piedi da pesanti catene di ferro, giace ranicchiato all'interno della fredda cella che lo ha tenuto prigioniero per giorni e giorni. In questo luogo tetro e angusto e' stato continuamente umiliato, minacciato e torturato selvaggiamente, in attesa di essere ucciso o di subire una sorte ancora peggiore.

Luharion raggiunge la cella. "ECCOMI! Arsil... Arsil sono Luharion!" grida concitato. Poi si avvicina all'amico, togliendogli le catene.

Arsil a seguito del trambusto si agita nel suo sonno inquieto, mormorando parole incomprensibili, ma pare troppo provato persino per svegliarsi.

Luharion avvicina una mano tremante ad Arsil, accarezzandogli il viso.

Arsil apre gli occhi come un bambino i cui incubi notturni sono stati allontanati da una mano o da una voce amata.

Luharion dice 'Arsil...'

Arsil alza lentamente il capo e osservando chi gli si para davanti, come se per interminabili settimane (o mesi) non avesse sofferto le pene dell'inferno, pronuncia le seguenti parole con un risolino a fior di labbra, cogliendone la tragica ironia: "Si giunge al mattino solo attraversando le tenebre"

Randae arriva trafelata nella prigione, ma non trova le parole per commentare la scena che si trova innanzi.

Luharion dice 'Arsil... ora sei libero'

Arsil prega di essere condotto nella dolce Eldamar onde trarne cure e conforto, poi crolla a terra perdendo i sensi, avendo esaurito le sue ultime forze.

Luharion, seguito da una claudicante Randae, prende Arsil in braccio e lo porta nella Terra degli Elfi assecondando il suo desiderio.

Arsil rimane incosciente durante tutto il viaggio...

Stanza della Curatrice
Sei nella stanza della Curatrice, una sezione della torre dedicata al
ristoro e soprattutto alla cura dei feriti. Vi sono molti comodi letti
per riposare e una curatrice che si prende cura dei giovani elfi che
vengono a cercare aiuto.
> Alakwen la curatrice e' qui.

Luharion dice "Ci siamo!" e deposita Arsil su un soffice giaciglio presso la Stanza della Curatrice della Bianca Citta'.

Randae si avvicina ad Arsil posandogli una mano sulla fronte e sospirando forte.

Arsil riapre gli occhi e le prime cose su cui si posa il suo sguardo smarrito sono Luharion e Randae. Inizialmente non pronuncia alcuna parola, ma poi con una voce quasi impercettibile domanda: "Dove siamo?"

Randae sorride ad Arsil dicendo 'Siamo al sicuro... ad Eldamar'
Luharion conferma 'Si Arsil, sei ad Eldamar!'

Arsil ancora intontito chiede "Chi siete?"
Luharion dice 'Sono Luharion, Arsil. Luharion Caranfinn...'
Arsil ripete: "Luharion... conosco questo nome!"
Luharion dice 'Lo so... lo so Arsil...' e comincia a piangere sommessamente, con le lacrime che gli solcano il viso tirato.

Randae versa leggermente dell'alcool sulle ferite di Arsil, sussurrandogli di non preoccuparsi se brucera' un po'
Arsil indica Randae e dice 'e voi siete... Randae, se ricordo il vostro nome' Randae annuisce e dice 'Ma non sforzatevi a parlare. Riposate.', poi continua a sciacquare le ferite di Arsil con acqua fresca.

Arsil trae un lungo sospiro. Per lungo tempo sono state le torture a scandire interminabili giorni di sofferenza. Ma ora si trova al sicuro, nel luogo piu' incantevole che ci sia in questo mondo.

Randae si strappa un lembo della tunica ormai rovinata e l'avvolge delicatamente attorno alle ferite di Arsil. Sorridendo dice 'Le ferite guariranno. Quelle della carne almeno... spero solo che il cuore non sia stato ferito'
Arsil risponde fiducioso: "Si, guariranno. Quelle del corpo e quelle del cuore. Col tempo."

Luharion si butta a terra, accanto ad Arsil, stremato. "E' stata dura... ma ora siamo tutti qui. Siamo qui... noi tre..."
Arsil osserva Luharion con un espressione traboccante gratitudine con cui nessuna frase potrebbe competere.
Luharion dice 'Arsil... sapete... non credevo sarei mai riuscito in questa impresa... e invece... ancora una volta... ho fatto qualcosa che pensavo oltre le mie possibilita'...'

Randae passa un'ultima volta la mano sulla fronte di Arsil, poi anche lei si lascia scivolare a terra distrutta.

Arsil volge il suo sguardo verso Randae: le sue vesti sono lacere e i capelli in disordine, come se avesse superato una prova che andava oltre le sue forze.

Randae si riposa per terra. "Nulla e' oltre le nostre possibilita'... basta volere...' dice

Arsil respira a pieni polmoni, ci vorra' del tempo prima che si riprenda del tutto, ma si sente felice. Felice e al sicuro.

Luharion dice 'penso che scrivero' un canto su questa avventura... se la vena artistica me lo permettera'...'. Poi con la sua chiara voce intona qualche verso:

"Questo e' il Canto di Randae e Chiomarossa
che liberarono Arsil arrivando fin nelle profondita' della fossa"


Arsil udendo le note pare riaquistare un po' di colorito.

Luharion dice a Randae 'Grazie'
Randae risponde 'Non c'e' nulla di cui ringraziare'. Poi ride leggermente e aggiunge: 'Anche se penso che andro' a ringraziare Shargugh... appena avro' le forze per alzarmi'

Arsil sorride osservando i suoi compagni e tende le braccia per abbracciare gli amici che affettuosamente lo stringono. Essi vagano nelle regioni del pensiero ove delizie e dolori sono un'unica cosa e le lacrime sono il vino del godimento.

Arsil dice 'sento che potrei dormire per un mese intero'
Randae dice 'E nessuno ve lo impedisce', poi, dopo essersi stiracchiata, aggiunge 'Anche se credo che riuscirei a fare lo stesso...'
Luharion dice 'mi accodo'

Arsil sbadiglia e dice "Spero che non vi offenderete se...", ma si addormenta prima di finire la frase.

Randae gli sorride teneramente, poi scuote la testa. "Ha passato dei momenti orribili", commenta.



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