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Una vecchia storia

Qualche giorno prima si era udita una voce urlare parole di sfida, ma Egli era impegnato in un importante consiglio, e d'altro canto era gia' passato molto tempo da quando, con l'inseparabile compagno, aveva punito quell'elfo scuro che aveva osato calpestare l'erba umida di rugiada della Grande Foresta Verde. Non ritenne pertanto che quelle parole fossero rivolte a lui.

Recatosi a Midgaard in cerca di notizie, si imbatte', presso l'Altare, in una fanciulla elfica di nome Morel e diede inizio ad una frivola conversazione con lei. Ma tutto d'un tratto, dal nulla apparve Lrodaj che interruppe bruscamente il cortese dialogo per chiedere vendetta. L'Elfo non realizzo' subito il significato delle sue parole, ma il drow divenne presto molto esplicito: intendeva rifarsi per la sconfitta subita tempo addietro, sfidandolo all'ultimo sangue. Non ottenne tuttavia la risposta che sperava.

L'Elfo infatti non desiderava affatto battersi. Non aveva fatto altro che applicare la legge in vigore a Eldamar dal tempo in cui Luharion assunse la reggenza del Regno dei Quendi nominandosi MireCundo. Tale legge stabilisce che qualunque straniero, membro di una schiatta dichiaratamente nemica, venga scoperto nelle terre degli Elfi debba esserne scacciato e, nei casi piu' gravi, ucciso. I due esecutori della sentenza, accorsi in seguito alle urla di allarme lanciate da Ainu e da diversi abitanti della Bianca Citta', verificata la presenza dell'intruso e delle sue male azioni, lo hanno braccato e infine ucciso.

Da parte sua, il drow non aveva aspettato tanto per sentirsi rifilare un rifiuto, cosi' prese a schernire l'Elfo e a ridere di lui, tacciandolo di essere un pusillanime, e tuttavia utilizzando epiteti ben piu' coloriti. Fu assai abile, a suo modo, nel cercare di ferire l'Elfo nell'orgoglio, facendosi beffe di lui, del suo Regno e, per concludere il climax, dell'intera razza elfica.

Un tempo tutto cio' sarebbe stato piu' che sufficiente per fargli meritare la morte, ma chi conosceva bene l'Elfo si era accorto del suo cambiamento. Non era migliore o peggiore di prima, beninteso, era semplicemente diverso. Egli dunque stette a sentire insulti e minacce con apparente calma, e al momento della domanda cruciale (se accettare la sfida o meno) chiese il consiglio della fanciulla che conosceva a malapena.



Arsil chiede a Morel 'Dovrei accettare?'

Morel chiede a sua volta 'Di cosa si tratta?'

Arsil risponde 'Un duello all'ultimo sangue'

Morel chiede ancora 'E per quale motivo vi sfida?'

Arsil risponde 'Vendetta'

Morel ripete 'Lui vuole vendetta?'

Arsil replica 'Cosi' mi ha parlato'

Morel chiede 'Ritieni che sia una onorevole vendetta o solo una scusa per fare rissa?'

Arsil commenta 'Una giusta domanda' e osserva la reazione del drow a queste parole

Lrodaj dice 'Se volessi fare rissa ucciderei il prete qui che non la finisce di blaterare'

...

Lrodaj dice 'Ma non e' lui la mia preda oggi. Allora, re degli elfi, sto ancora attendendo'

Morel chiede 'Sarebbe lui la tua preda?'

Lrodaj dice a Morel 'Si, se accetta. In caso contrario mi presentero' da lui con un esercito di miei simili a giorni'

Arsil risponde 'La mia consigliera non si e' ancora pronunciata'

Morel dice ad Arsil 'Se vuoi sapere come la penso', fa una pausa, solleva la testa e le spalle, poi prosegue 'non accettare'

Arsil dice a Lrodaj 'Avete udito?'

Lrodaj dice 'Dunque rifiutate?'

Arsil dice 'Tornate con un esercito, avreste maggiori possibilita' di vittoria'




Be', dopo tutto non era cambiato poi cosi' tanto... Ad ogni modo, la discussione prosegui' e ne venne coinvolta anche Ainu, appena giunta al tempio. Nemmeno lei sembrava provare simpatia per il drow, benche' per certi versi gli somigliasse. Ma a Lrodaj non importava risultare simpatico o scambiare inutili parole con quelle femmine, cosi' penso' bene di giocare il suo asso nella manica.



Lrodaj dice 'Credo che questo fatto lo raccontero' a tutti: il re dei quendi che disdegna un duello regolare per saldare un conto in sospeso (forse l'unica volta che un drow propone una cosa simile), nascondendosi dietro le parole di un'elfetta'

Arsil dice 'Sara' un racconto divertente invero, ma chi lo ascoltera' potrebbe pensare che il Re non riteneva di avere un avversario alla sua altezza. Ci avete riflettuto?'




Niente da fare, l'Elfo non si smuoveva e aveva sempre una risposta pronta. La tensione parve scemare. Le due fanciulle si misero a conversare tra loro, finche' una delle due non disse...



Morel dice 'Una volta un drow mi chiese se ero una seguace di Arsil'

Arsil sorride e ripete 'Seguace?'

Morel dice 'Al momento non ho saputo rispondere'

Arsil dice 'Oggi avete imparato qualcosa su Arsil'

Morel dice 'Si'

Lrodaj intromettendosi esclama 'Gia''

Arsil osserva Lrodaj con la coda dell'occhio

Lrodaj prosegue 'Che e' un coniglio'

Arsil dice 'Se vi sia piaciuto o meno non sta a me dirlo', fa una pausa poi aggiunge 'Ne' a terze persone...'

Lrodaj insiste 'Narrero' in lungo e in largo le gesta di Arsil il pauroso'




Ma la minaccia, seppur reiterata, non sorti' alcun effetto. Si divago' nuovamente, il tema della conversazione divenne il Regno dei Quendi.



Morel chiede 'Chi sono i Quendi?'

Arsil risponde 'Non qui, non adesso'

Ainu dice 'Se vuoi ti rispondo io'

Morel dice ad Ainu 'Parla, ti prego'

Arsil dice 'Si, sono curioso anche io di sentire le vostra versione'

Ainu dice 'I Quendi sono gli Elfi e i MezzeElfi che si sono uniti con lo scopo di rendere queste terre un posto migliore"

Lrodaj a queste parole scoppia a ridere

Ainu prosegue 'Perseguendo gli ideali di splendore, eccellenza e gioia'

Lrodaj commenta 'Arsil da' l'esempio, quale miglior splendore e onore di una sana fuga?'

Arsil dice 'Fuga? Non mi sono mosso'

Lrodaj dice 'Venite con me nella piazza a nord est dell'incrocio allora'

Arsil dice 'Fatemi strada'




Cosi', senza apparente ragione, l'Elfo sembro' infine accettare la sfida. Forse le parole di Ainu avevano smosso qualcosa dentro di lui o forse l'elfo scuro lo aveva stancato. I due si recarono nel luogo designato per lo scontro e vennero presto raggiunti da una piccola folla di spettatori tra cui le due fanciulle e un chierico, Sarudek.



Lrodaj dice 'Quanto ho atteso questo momento. E sia... credo sia la prima volta che combatto onestamente. Dovresti esserne onorato'

Arsil dice 'Non me ne curo'

Il drow si lancia all'attacco dell'Elfo...

...L'Elfo con un ultimo fendente finisce il drow.




A quel punto Arsil prego' il chierico di prestargli le sue cure. E dopo averlo ringraziato e aver salutato con un cenno della mano, si allontano' senza dire nulla.


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