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L'ultima avventura di Arsil

E' una serata tranquilla, fin troppo tranquilla. Agitando il mio otre scopro tristemente che non mi e' rimasta nemmeno una goccia d'acqua, cosi', assetato, mi metto in viaggio verso la Citta' delle Cinque Stelle.


Ponte
In un profondo e ripido canale scorre spumeggiando un fiume che, scrosciando e urtando sugli alti argini e sui ciottoli del suo letto, produce una sorta di musica melodiosa e mai ripetitiva. L'unico modo per attraversare il corso d'acqua e' un robusto ponte di legno, arcuato e dotato di parapetto, che separa il bosco da una piccola valle ai piedi delle montagne.

Romilda arriva da est ed esegue un'aggraziata riverenza.

Scende la notte mentre le stelle fanno capolino tra i rami.

Romilda dice 'Ma quale fortuito incontro messer Arsil'

Arsil dice 'Si? Mi avete tolto le parole di bocca'

Romilda osserva Arsil, mentre sulle labbra sottili si disegna un leggero, sarcastico, sorriso. 'Non avrei mai immaginato... da quando tempo!', dice.

Arsil replica seccamente 'Mai abbastanza'


Non aggiungo altro, passo accanto al vampiro senza degnarlo di uno sguardo e imbocco il sentiero senza mai voltarmi. Mi dirigo verso la Citta' delle Tre Vie.


Cancelli
Sei sulla cima di una bassa collina, di fronte ai cancelli delle bianche mura che circondano una Bianca Citta'. La cosa che colpisce maggiormente e' proprio il candore, la sensazione di purezza trasmessa dalla prima all'ultima pietra con cui e' stata amorevolmente costruita, protetta e celata allo sguardo dagli alberi impenetrabili che ricoprono le pendici del colle su cui sorge.
Ermon ed Elmir sorvegliano l'ingresso della citta'.

Romilda arriva da sud e dice 'Fermatevi. Vi prego... desidero solo parlare in fondo...'

Arsil dice 'Non ho tempo da perdere'

Romilda dice 'Si vede che la prigionia nelle nostre ex segrete e' stata troppo lunga', Romilda allunga una mano a sfiorare la stella d'argento di Arsil e aggiunge 'Vedo anche... messere... che c'e' qualcosa di nuovo... in voi'

Arsil dice 'E' cosi' dunque! E io che mi aspettavo qualche progresso. Ma se queste sono le vostre intenzioni, stavolta mi troverete piu' risoluto. Sparite dalla mia vista'


Varco le porte della citta' e come da programma, poiche' sono sicuro di non poter essere seguito, raggiungo la piazza per abbeverarmi e, visto che ci sono, riprendermi dal brutto incontro.


Piazza
Sei in un'ampia piazza semicircolare delimitata dai portici del muro di cinta settentrionale: le colonne sono scolpite a guisa di faggi e il pavimento e' formato da grandi lastre quadrate di pietra bianca. E' un luogo di ritrovo assai trafficato, in cui gli elfi si incontrano per parlare e cantare. A nord puoi vedere il cortile della torre, mentre una scalea in marmo bianco scende verso un incrocio cittadino. Un profumo unico e travolgente aleggia nell'aria, e sembra piu' forte verso nord.
Da una fontana d'argento sgorga un'acqua limpidissima.

Romilda arriva dal basso e dice 'Allora Arsil? Sono venuta fin qui per farvi una domanda! Una... ed una sola...'

Arsil dice 'Come osate varcare le soglie di Eldamar?'

Romilda dice 'Eppure le guardie non mi hanno fermata Arsil! Si vede che comprendono quanto io abbia necessita' di... risposte? O semplicemente un vampiro spaventa anche loro'. Romilda ride diabolicamente.

Arsil dice 'Se promettete di andarvene subito dopo, rispondero' a una vostra domanda'

Romilda dice 'Bene! E' facile Signore... anzi.. RE... dei Quendi...'

Arsil sta ad ascoltare ma la sua pazienza non durera' ancora molto.

Romilda incrocia le braccia sul petto, sorridendo leggermente scoprendo i canini. 'Perche' continuate a fuggirmi? Perche' non mi affrontate?'

Arsil ride amaramente. 'Sfruttate in tal modo la possibilita' che vi ho concesso?', domanda ironico.

Romilda s'inchina in modo pomposo e irriverente 'Negate di fuggire dunque? Perche' vorreste salvarmi la vita? O la non-vita...'

Arsil dice 'Avrei voluto farlo invero, ma ne parlo al passato, non so se mi spiego'

Romilda dice 'Siete chiarissimo'

Arsil dice 'In tal caso non ho altro da aggiungere. Ora mantenete la promessa'

Romilda dice 'Ma anche ora rifiutate di attaccarmi, riparandovi dietro i cancelli di Eldamar'. Si sente il brontolio dello stomaco di Romilda! Romilda dice 'Certo... manterro'... Ma gia' che son qui, qui vedro' di saziarmi'. Romilda esegue un'aggraziata riverenza e vola via.

Arsil dice 'riparandomi? Siete voi che mi avete seguito, non essendo invitata'


Parole al vento. Allarmato, cerco di capire da che parte e' andata. Raggiungo un incrocio.


Incrocio
Ti trovi all'incrocio dove le Tre Vie si riuniscono. A ovest e ad est vedi i porticati meridionali della torre della citta'; a nord una grande scalinata in marmo bianco passa attraverso le candide colonne salendo verso la piazza, da dove proviene il suono di una fontana. La fragranza dell'aroma del pane proveniente dal vicino panificio, mista ad un altro profumo piacevole e penetrante, riempie l'aria.
Delle guardie scrutano la zona.

Romilda arriva da ovest.


Noto con orrore e profonda costernazione quello che tiene in braccio e il modo in cui se ne disfa non appena le guardie si fiondano su di lei gridando. Ma le guardie non possono nulla, mentre i suoi artigli d'acciaio mutilano la loro chiara pelle e i suoi denti affilati penetrano nei loro colli tesi come fossero di burro.

Colpevolmente in ritardo intervengo, ma non c'e' nulla da fare: le guardie muoiono sotto i miei occhi, prima una poi l'altra. Io riesco a tenerle testa, ma improvvisamente ricevo un morso alla giugulare. Barcollando indietreggio, sconvolto dal dolore e dalla paura. Lei avanza risoluta, allora vibro un colpo con la mia spada, ma viene deviato dai suoi artigli e reso inoffensivo. Tento un altro attacco...


[Diverse ore dopo]



Casa della Curatrice
Sei nella casa della curatrice, un ampio locale pulito ed ordinato dedicato al ristoro e soprattutto alla cura dei feriti. Vi sono molti comodi letti per riposare e una curatrice che si prende cura dei giovani elfi che vengono a cercare aiuto.
Alakwen la curatrice e' qui.

Ciaski arriva da est.

Arsil giace su un letto, sudato e col viso pallido come la morte.

Ciaski sospira forte e dice 'Avevo capito che qualcosa non andava...'. Scruta bene Arsil... ma non riesce a capire cosa lo affligga...

Arsil vede una figura china su di lui e grida 'Via, mostro maledetto!'

Ciaski molto turbata non riesce bene a capire la situazione...

Arsil si dimena, poi tremante crolla nuovamente.

Ciaski dice 'Arsil... riuscite a sentirmi?'

Arsil mormora debolmente 'Chi siete?'

Ciaski sorride dolcemente al caro amico malato e dice 'Una vecchia amica... una brava ballerina... non riuscite a vedere il mio volto?'. Poi si pone "prudentemente" china su Arsil per non agitarlo.

Arsil si passa una mano sulla fronte madida poi osserva piu' attentamente la fanciulla.

Ciaski non riesce a trattenere un sorriso nel guardare l'amico... mentre attende il responso...

Arsil, rassicurato, esclama 'Riconosco il vostro volto, il vostro bel viso', poi fa una pausa per respirare profondamente.

Ciaski si siede in ginocchio ai piedi del letto e dice 'Non affaticatevi... non c'e' bisogno che vi sforziate... l'importante e' che non mi temiate...'

Arsil dice 'Siete voi Ciaski. Per un attimo ho temuto che il demone fosse tornato'

Ciaski alza un sopracciglio e chiede 'Quando parlate di demone... vi riferite a... "qualcuno" che vi ha fatto visita non molto tempo fa?'

Arsil trema al ricordo. 'Non molto invero', dice, 'la sua carcassa potrebbe essere ancora per strada'

Ciaski e' molto combattuta tra il lasciar riposare l'amico ed il cercare di capire cosa lo ha ridotto in questo stato... china il capo lentamente... il sorriso svanisce dal suo volto... che diventa sempre piu' diafano e debolmente sussurra: 'Romilda'

Arsil cerca la mano dell'amica.

Ciaski prontamente afferra la mano di Arsil con dolcezza, ma con sicurezza, e gli sorride passandogli lentamente una mano sulla fronte

Arsil dice 'Oh Ciaski, grazie...'

Ciaski scuote la testa dicendo 'E di cosa...'

Arsil tenta faticosamente di fare un rapido resoconto dei fatti.

Ciaski prende un fazzoletto dalla tasca, apre la borraccia e vi getta dell'acqua fresca inzuppandolo e ponendolo gentilmente sulla fronte di Arsil.

Arsil dice 'Quel demone ha osato varcare le porte di Eldamar, mi ha seguito di nascosto...'. Arsil tossisce forte: il suo viso e' deformato da una smorfia di dolore.

Ciaski dice 'Arsil perche' vi sconvogle in questo modo, perche' vi tocca cosi' profondamente?'. Ciaski sistema le coperte sul corpo debole dell'amico, in modo che dopo la sudata non prenda freddo.

Arsil dice 'Oh, e' passato, ora sto meglio. Ma non capite? E' venuta qui e pretendeva di agire indisturbata'

Ciaski dice 'cosa intendete con "agire"?'

Arsil dice 'Quando me ne sono reso conto era troppo tardi... aveva gia' ghermito un bambino che penzolava privo di vita dalle sue immonde braccia'. Arsil chiude gli occhi e rimane silenzioso per qualche istante, poi, facendosi forza, prosegue. Arsil dice 'Le guardie sono intervenute, ma non potevano nulla contro la sua forza e la sua ferocia, cosi' intervenni io'

Ciaski si rimette in ginocchio appoggiando la testa sul bordo del letto, rivolgendola verso il volto di Arsil ascoltando ogni parola.

Arsil dice 'Ebbi la meglio infine, con un ultimo disperato fendente della mia spada; ma poco prima di soccombere ella mi morse. Raggiunsi boccheggiando questa sala, invocando il nome della curatrice'

Ciaski sgrana gli occhi e raddrizza subito la schiena allarmata.

Arsil dice 'Non ricordo altro'

Ciaski guardinga si mette di nuovo innanzi ad Arsil scrutandolo... ora molto piu'attentamente...

Arsil sussurra dolcemente 'No Ciaski, non temete' e appena finisce di pronunciare queste parole si addormenta, stremato per la stanchezza e per il dolore che gli e' costato ricordare quei terribili momenti. L'espressione sul suo viso e' pero' serena, confortato dalla presenza dell'amica e dal pensiero che non rivedra' mai piu' Romilda.

Ciaski sospira forte.


Nota per Arsil: ricordarsi di cambiare il titolo in "L'ultima avventura di Arsil e Romilda" ;)


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