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La Rinascita del Regno dei Quendi


Il Regno dei Quendi fu fondato da Arsil Lossemir Elroquen, Aran Quendion, elfo di alto lignaggio che volle creare un luogo ove tutti gli Elfi e i Mezz'Elfi potessero vivere in armonia e unita', promuovendo la cultura elfica e uno stile di vita genuino. Fin dai primi giorni il Re ebbe al suo fianco Randae o-Menel e Luharion Caranfinn, Principi dei Quendi, che lo avevano liberato dalla prigionia dell'Ordine delle Tenebre, permettendogli cosi' di realizzare il suo sogno.

Il Regno nacque in un periodo felice per le terre di Silmaril, ma felice non fu la sua giovinezza; numerosi problemi interni ed esterni fecero vacillare la sua forza, tanto che lo stesso Re Arsil fu preso dallo sconforto e abbandono' il suo trono. Si narra che egli sia partito verso Ovest, nella ricerca di un mondo migliore, ma ancor oggi resta la speranza che la sua dipartita sia solo momentanea e che un giorno egli ritorni.

Il Regno fu cosi' abbandonato, in lenta decadenza; ma, quando ormai si disperava di ogni possibile rinascita, una nuova stella brillo' e Randae e Luharion decisero di ridare vita al Regno e ai suoi ideali. Cosi', dopo un breve esilio, i due Principi tornarono alla Torre dei Quendi e Luharion assunse il compito di difendere la Gemma del Re, prendendo il titolo di Mirecundo: Protettore della Gemma. Il Regno inizio' una nuova vita, senza che il suo equilibrio ne fosse turbato, sebbene la Reggenza non fosse piu' nelle mani del Re e a nessuno fu, e non sara' mai, concesso di portare il titolo di Aran Quendion, che sempre spettera' al solo Arsil, fondatore del Regno, che se ne ando' e di cui ancora si aspetta il ritorno.

Era ormai passato un anno dalla fondazione quando Luharion prese, accanto a Randae, la Reggenza e in un breve periodo il Regno comincio' a far sentire la sua influenza nelle terre di Silmaril. Accadde in quel tempo che il Principe sfido' il crescente potere dei Drow e usci' vittorioso in duello contro l'Ul Saruk, guadagnandosi il titolo di "Anatema dei Drow". Inizio' cosi' un periodo di rinnovamento che porto', a un anno e mezzo dalla fondazione, ad un nuovo statuto che fosse allo stesso tempo segno di continuita' e di rinnovamento rispetto allo Statuto Arsiliano, che nel corso del tempo si era dimostrato non del tutto adatto alle esigenze del Regno.



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