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La Legge di Eldamar

Eldamar vanimelda...

Inizialmente le loro intrusioni erano sporadiche e, per quanto fastidiose, innocue. Si limitavano a subodorare le usanze del posto, a valutarne la forza e studiare i punti deboli. Poi cominciarono i problemi.

Minacce pubbliche e private. Elfi uccisi o rapiti. Erano addirittura riusciti a passare i Cancelli. La situazione stava prendendo una brutta piega, ma gli occhi della Mindon Quendiva non erano ciechi. Ben presto i responsabili di queste nefandezze vennero scoperti. Dietro l'operazione c'era un Elfo Scuro, la cui principale fonte di potere non risiedeva nelle armi o nella magia, ma nella geniale mente criminale, nella fine strategia e nel suo ascendente sulle altre creature maligne.

Non ando' guari prima che il Protettore di Eldamar e gli altri Quendi prendessero provvedimenti. La reazione fu molto decisa ed efficace. Il prode Thaeglin sconfisse piu' volte Kanjar il Drow. Tutti gli altri nemici vennero scacciati dai territori elfici, gli attacchi cessarono e per un poco torno' la pace.

Fu grazie all'astuzia dell'Elfo Scuro e ad una serie di coincidenze che una nuova ondata di invasioni investi' la Patria degli Elfi. Il clamore della strenua difesa e del violento contrattacco richiamo' l'attenzione di altri Drow e dei loro potenti alleati, i Vampiri. E molti altri ancora furono attirati dai grandi eventi che si prospettavano: nuovi nemici, la famigerata famiglia Vandinion, e ambigui alleati su cui non si poteva fare affidamento. Il Regno dei Quendi rispose emanando un Editto Reale.



Alla popolazione tutta

Per ordine di Sua Maesta' Arsil, Sovrano del Regno dei Quendi e
Protettore di Eldamar, visti gli spiacevoli fatti e i tentativi
di invasione nei territori elfici da parte di Vampiri e Drow, si
invitano tutti gli Elfi e i MezzElfi che ivi dimorano a non avere
alcun contatto con le citate razze.

Qualunque Elfo o MezzElfo venga trovato ad accompagnarsi, aiutare
o conversare pacificamente con un membro delle sopracitate razze,
verra' dichiarato persona non gradita all'interno della citta' di
Eldamar e nel caso venisse trovato all'interno delle sue mura
verra' allontanato.

Il Regno dei Quendi garantisce inoltre aiuto e la protezione dello
Scudo dei Quendi a qualsiasi appartenente delle razze amiche degli
Elfi che fornira' aiuto o informazioni.

A nome di Re Arsil,

Luharion Caranfinn
Principe dei Quendi





Questa forte presa di posizione non fece altro che concentrare ancor piu' l'attenzione su Eldamar. Le conseguenze non tardarono affatto. Il fronte nemico aveva orchestrato un piano preciso e micidiale che culminava in un'azione che nessuno aveva mai osato prima, nemmeno gli Orchi della Tribu' di Cragmar, e cioe' cingere d'assedio la Citta' delle Cinque Stelle!

La cronaca e persino l'esito di quell'episodio sono confusi e incerti. Quella che segue e' una ricostruzione parziale che non puo' trasmettere l'orrore e la disperazione vissute dagli Elfi in quelle ore drammatiche.

Gli invasori forzarono le porte della citta' uccidendo i due guardiani e inondarono le sue vie portando morte e distruzione. Arsil non si sarebbe mai aspettato una mossa simile e fu colto di sorpresa. Ma il destino volle che proprio in quel momento egli si trovasse all'interno delle mura e in qualche modo riusci' a organizzarsi. Mentre le guardie armate di picche tenevano occupati i nemici rallentandone l'avanzata, mando' dei messaggeri in cerca di tutti i Quendi che potevano trovare. Gli assedianti erano ormai giunti ai piedi della scalinata che conduce alla piazza, ma a quel punto il Re non era piu' solo.

In quel luogo e in quell'ora ferale si era infatti radunato l'intero esercito dei Quendi, cosa che mai prima di allora era accaduta e che mai piu' ebbe a ripetersi. Dispiegato nella zona alta della citta', la piu' facile da difendere, tingeva d'azzurro e d'argento il cortile della Minas Menel, con gli stendardi che garrivano orgogliosamente al vento e le armi sguainate che barbagliavano come fuoco in una distesa di canne.

E tuttavia lo Scudo dei Quendi venne infranto. L'inferiorita' numerica e la minore esperienza non lasciavano molti margini di vittoria. Riportiamo un solo episodio dello scontro, il piu' commovente.

Ad un certo punto, l'impavido Principe Luharion decise di scendere, solo, a parlamentare col nemico. Ma non era il tempo delle parole e, circondato dai nemici, non fu risparmiato. Dopo aver udito il suo urlo, Arsil decise di intervenire direttamente nella battaglia. Sicuro di perire, elaboro' rapidamente una strategia per eliminare le creature evocate dagli stregoni e portarsi dietro il maggior numero di avversari. Ma venne tradito dall'oggetto magico cui si era affidato e si ritrovo' contro un mare di nemici. Dopo aver ricevuto molti colpi, riusci', ferito gravemente, a salvarsi la vita ma non l'onore, rifugiandosi in un luogo sicuro, protetto da Nuin.

Quello che accadde in seguito e' difficile da spiegare. Forse grazie ad un intervento esterno in qualche modo gli assedianti si ritirarono, non sapendo se la loro impresa aveva il gusto della vittoria o della sconfitta. Quel che e' certo e' che in quell'occasione i Quendi ne uscirono battuti. Nonostante il sacrificio, la loro forza non era stata sufficiente a fermare il massiccio attacco.

E ancora oggi, a distanza di tanto tempo, essi si chiedono quale insegnamento trarre da quella lezione...



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